The lady is a tramp

Ho sognato di essere una prostituta.

Il cliente pareva insaziabile, e piuttosto cicciotto e vecchiarello per i miei gusti, il classico impiegato con la camicia bianca, la cravatta scura e la chierica in testa; il mio immaginario ha pure provveduto ad affibbiargli un po’ di panzetta e ricoprirgli la fibbia della cintura di pelle di marmotta con l’adipe in eccesso. Era entusiasta, il cliente. Non dell’adipe, immagino, ma del solo fatto di essere li’ con me. Mi chiedeva, è molto che fai questo mestiere? No, gli rispondevo io, è la prima volta, e lui, Ah, strano, già parli da puttana. Mi voleva dire con tutta evidenza che ci ero portata. Ovviamente, nel sogno, avevo anche due fidanzati. Ma ero giustificata, perchè ero una specie di spia. Insomma era un sacrificio necessario, nonostante poi credo che quest’idea della spia l’abbia piazzata li per dirmi, nooo non sogni mica di prostituirti a buffo, lo fai con uno scopo. Ovviamente dell’essere agente segreto l’unica evidenza era proprio il prostituirmi, perchè di cose fiche tipo andare in giro con una pistola carica strisciando i muri non se n’è vista manco l’ombra.

Ca va sans dire che sono frustrata e mi girano pure un po’ le palle. Ho il disgusto per il genere maschile e credo che sia un vero bene che sia da sola a casa altrimenti mi vendicherei in qualche subdolo modo.

Sognavo anche che il locale piuttosto carino che a Pisa d’estate apre sulla spiaggetta dell’Arno, ma che vogliono chiudere perchè il comitato di quartiere (credo) ha deciso che è antiestetico (pare), insomma il Leningrad -questo il nome del locale- mi si presenta a casa, la mia, la vera, l’unica, a Viterbo -DlinDlon- sottoforma del suo vecchio gestore Raffaello e mi dice, ci serve il tuo giardino.

Ovviamente dal mio giardino si poteva arrivare a Venezia, dove facevo la prostituta. Inizia con la lettera V pure Viterbo, sarà un accostamento per assonanze. In ogni caso ho detto sisi fai pure -mi casa è tu casa. E quelli iniziano a trafficare e fare e dire e prendere misure  mentre mia madre obietta che non le pare che quest’idea lasci molto spazio alla sua privacy e io le dico che vuoi che sia, la tua privacy. Per una che fa la prostituta era un discorso che non faceva una piega, vende la sua intimità e ovviamente, quella degli altri, la sua casa, i suoi spazi. Usa le sue cose e i suoi affetti come usa il suo corpo. Apparentemente, non lo facevo nemmeno per soldi, ero una spia (…). Spero almeno mi abbiano offerto una birra, perchè poi non mi ricordo più niente. Per fare un po’ di psicologia da bancone: probabilmente mi è balenato in testa che certe prese di posizione, come lo puo’ essere un’ostentata disponibilità di mezzi per fini ludici oppure un altruismo apparentemente disinteressato verso gente di cui ti frega poco, possa essere una sorta di prostituzione. Dai il culo (metafora) e in cambio chiedi un’immagine di te che ti soddisfi.  Cosi tutti sono contenti. Ma tu ti trovi a far sforzi per una cazzo di immagine che ti redima dalle stronzate che fai.

A Venezia avevo un fidanzato più basso di me. Passa davanti alla camera d’albergo dove stavo « lavorando » un minuto prima mentre il cliente decide di aprire la porta il minuto dopo. Che idea malsana. Il mio fidanzato è tutto in tiro, lo vedo dallo spiraglietto della porta mentre panico in silenzio, con una completo bianco corredato di cravatta bianca e un microfonino davanti alla bocca. Accompagna un tizio nella stanza accanto alla mia e si piazza fuori a controllare che nessuno si avvicini. Deduco che il mio fidanzato basso, nel sogno, fosse una specie di buttafuori o di guardia del corpo.

Misuro un metro e 63 scarsi anche nei sogni, premetto. Strano. Insomma butto fuori il cliente panzone, faccio in tempo a sentirmi almeno minimamente sollevata, poi mi sveglio. Tardi e incazzata.

Ecco qua.

Mi alzo e prendo il caffè.

Mi toccherà affittare uno strizzacervelli. Se non altro per rimandare le frustrazioni al giorno in cui mi tireranno fuori che sono psicotica. Per cosi’ poco? sento echeggiare nell’aria. Si, per cosi’ poco, preferisco sentirmi dire di essere psicotica che assolutamente normale e continuare a fare sogni che mi cambiano il corso della giornata solo perchè ho un’immaginazione del cavolo.

Passecchiudo.

Ch’.

 

4 Réponses à “The lady is a tramp”

  1. ALi dit :

    piccola precisazione: non é il tuo immaginario che ti fa fare questi sogni ma il tuo inconscio…ma forse la parola é meno estetica. Poi oltre alla prostituzione c’é anche l’altruismo che non é tanto male. Anzi dicono pure che aiuta a raggiungere l’illuminazione. Infine il corso della giornata non viene cambiato dal sogno perché la giornata non é ancora cominciata!

    inchallà

  2. chahut dit :

    L’altruismo aiuta a raggiungere l’illuminazione. Immagino sia vero, non lo bandisco come piaga dell’umanità, per carità. Dico solo che nel mio sogno piuttosto contorto mi è sembrato tirassi giù un giudizio piuttosto schietto di quello che mi pare sia.
    Poi, gura, la giornata me l’ha rovinata, eccome. Alla fine credo che il mio cervello non capisca che sto sognando e mi spinga a sentirmi incazzata come se la cosa fosse avvenuta davvero. Con tutto quel che ne deriva.

  3. ALi dit :

    Ehh ma appunto é proprio il tuo giudizio schietto e sbagliato sull’altruismo che fa paura!
    ‘nfatti al tuo cervello gli devi dire di rimettersi a dormire e non romperti i coglioni perché sei tu che comandi! cosi’ non ti si rovina la giornata!
    Tipo: ti svegli, ti incazzi 10 minuti contati, poi ti fai una doccia e non ci pensi più, cosi’ son tutti contenti! No?

    Che fai alla fine immigri o resti emigrata?

  4. chahut dit :

    Beh mi sono detta che immigro, mi sto informando per lavori e cose del genere. Ma la situazione è talmente grama che ogni tanto mi scoraggio.
    Pero’sto bene con l’idea che si torna a casa.
    Probabilmente questa specie di suicidio economico/affettivo/totale lo compiero’ a Settembre o Ottobre. Intanto mi godo st’estate. Sperando che porti consiglio.

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