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Archive pour octobre 2008

10 minuti della mia vita.

Jeudi 16 octobre 2008

« Che vuoi che siano dieci minuti, magari posso concentrarmi, e capire che cavolo ci trova la gente a stare a guardare ventidue giovinotti che scaracchiano a turno in terra tentando, nel frattempo e se trovano lo spazio, di non scivolare sulle loro secrezioni e inviare il pallone nella porta avversaria »

« … »

« Ah beh, vedi, quello lo incontrassi per strada… »

« 09:49, non è possibile. Un’ora fa ho guardato e mancavano 09:52. Ci deve essere qualcuno che frega. »

« Ma dove la trovano tutta quella saliva? »

« Era più divertente la partita fra lo Standard e qual’era ancora il nome dell’altra squadra? Loro almeno cadevano. »

« Piove, scommetto un budino al cioccolato che sono in uno stadio qua intorno »

Lei a Lui – Sono in uno stadio qui intorno?-

Lui a Lei – Si, giocano in Belgio-

« Ne so troppe io. »

« 09:15 Non è possibile. I secondi calcistici non sono in nessun modo correlati ai secondi della vita umana. Ora tengo d’occhio il conto alla rovescia, vedi come vanno più lenti. Holly e Benji non sono fantascienza. »

« … »

« No, non vanno più lenti. Cazzo. Non sapevo che 30 secondi ci mettessero cosi’ tanto a passare. E pensare che ho 30 anni. E’ un’eternità che sono in vita! »

« E Holly e Benji mi hanno preso per il culo. »

« Guadagnano fantastilioni al mese per prendersi a gomitate? Devo inviargli un Curriculum a sta lega calcio. »

« Cartellino giallo! NO, non dare cartellino giallo, imbecille di un arbitro, non vuoi rientrare  a CASA TUA il prima possibile? Dovrebbero dargli un mitra in mano, altro che cartellini. »

« E poi si vede che sono stanchi, arrancano. E a furia di scaracchiare sono disidratati. »

« Anzi che piove. »

« O mio dio, che schifo ci mancava che gli uscisse dal naso, ora. Su quel campo non ci farei una passeggiata nemmeno in muta da sub. »

« Ci credo che non la becchi la palla, tipo in maglia biancosporco, a correre in quel modo avrai tutti gli occhi gonfi d’acqua. Come fai a vedere. In motorino a me capitava, non potevo guidare sotto la pioggia, a meno che non avessi il casco con la visiera. Dovrebbero fargli indossare delle visierine trasparenti. Magari senza casco. Non sono eleganti, ma, se vogliamo proprio dirla tutta, sono lontani dall’essere pronti per una sfilata di moda anche cosi’. »

« Ci siamo quasi. 4 minuti. Cosa posso fare che duri 4 minuti. Stappo una birra? Vado a fare pipi? Mi faccio una manicure? Mi strappo i peli superstiti con le unghie? Troppo sbattimento. Potrei immaginare una scenetta, fare finta di essere in un pub e  venire abordata da…vediamo… da quello li colla maglia rossa e i pantaloncini macchiati d’erba. Forse meglio che me ne trovo uno meno zozzo. »

« Possibilmente uno che fino ad ora non è ancora stato ripreso mentre scaracchiava. »

« Impossibile. »

« Soffro. »

 

 

 

 

« 3 minuti di tempi COSA? »

 

 

 

 

 

Sanguisughe

Dimanche 12 octobre 2008

ovvero: pensa se tutto questo fosse successo a te. O a me.

Leggevo La Repubblica. E sono incappata su questo articoletto: La Tassa sugli Immigrati.

La cosa che mi stupisce è il sottotitolo dell’articolo (che in realtà sta sopra, ma glissiamo) : Bodega, norme vicine alla gente.

Ora, io non so a che tipo di gggente sta vicino lui. Bodega, intendo, ma suppongo che siano tutte persone rispettabilissime, di quelle che fanno la doccia col Rolex o uno dei tanti orologi da collezione tanto in voga in quegli ambienti, che se si rovina non è gran cosa, altri regali ne girano sempre.

Quella che invece sta vicino a me, di gente, 200 Euro per pagarsi un permesso di soggiorno che va rinnovato periodicamente, e sottolineo periodicamente, non ce le ha. Per forza di cose mi trovo ad immedesimarmi nel povero immigrato che sbarca in un posto qualsiasi del mondo, per tentare di trasformare il concetto di sopravvivenza in uno che non faccia subito pensare per associazione di idee a jungle equatoriali o deserti qualsivoglia.

 

Mi pongo qualche domanda. Dicono che questo « obolo » vada a finanziare (cito da Repubblica) un « fondo per la prevenzione dei flussi migratori » che mira, leggo in giro per la rete, a favorire una cooperazione internazionale, al fine di contrastare l’immigrazione illegale e promuovere i paesi maggiormente interessati dalla migrazione. Ma che cazzo vuol dire?

Quanto alla nuova tassa sui permessi, il senatore del Carroccio sostiene che servirà ad « aiutare i Paesi poveri a casa loro, grazie ai 200 euro che ogni immigrato dovrà pagare al Fondo per la prevenzione dei flussi migratori. Questa – aggiunge – è solidarietà e vicinanza verso i popoli: aiutarli in casa loro, senza illusioni di El Dorado, che non esistono più. A maggior ragione da noi ».

Tento di tradurre tutto questo e mi risulta un ragionamento contortissimo: l’immigrato sbarca in Italia (un’Italia, non scordiamolo, che cola a picco, e i cui topi – permettetemi la similitudine – si sono già prodigati in fughe memorabili), possibilmente e se gli va bene si trova un lavoro che lo renderà più ricco di 3OO, 400 euro al mese in media, dividerà l’appartamento con altre 12 persone, una a metro quadro (appartamento, voglio supporre, il cui proprietario non si è mai dato la pena di pagare una tassa sull’affitto spropositato che percepisce), e annualmente verserà 200 Euro al nostro fantastico stato, la metà delle quali verrano rinviate al proprio paese di origine (??) per evitare che altri poveracci come lui mettano piede qua dentro. O allora per aumentare il numero di Guardie Costiere (??) e fornire loro delle simpaticissime fionde di precisione per bucare i canotti della speranza.

Di solito l’immigrato, quando lascia, nel suo Paese, una serie di difficoltà economiche, si prodiga ad inviare soldi alla propria famiglia, ai figli e mogli rimaste indietro, al nonno malato, a chi cazzo gli pare. E lo fa quando ce li ha, sti soldi. Capita che non ne abbia. E questo capita soprattutto perché l’onestissimo datore di lavoro non lo assume in via regolare, gli costerebbe troppo siamo d’accordo, e poi tutta quella bufala sulle assicurazioni, la mutua, chissenefrega, no?

Mi chiedo che vantaggio ci sia a legalizzare una situazione che fa tanto comodo ad ogni imprenditore – che abbia scelto di essere l’imprenditore di sé stesso come il nostro presidente comanda? Mica si dovrà davvero inizare a retribuire onestamente i lavoratori, dai, che scherzo sarebbe? In Italia, poi?

Invece lo stato Italiano, che è lungimirante e sta vicino alla gggente, obbliga il lavoratore a sborsare e in un modo o nell’altro contribuire al benessere del paese che lascia. Impressionante, perché non capita mai che lo lasci perché la corruzione sia arrivata a limiti intollerabili, che magari qualche dittatura lo costringa a combattere guerre che non condivide, o altre cose che mi sfuggono. E non importa nemmeno se quelle 200 Euro sarebbero servite per pagare un affitto, o sarebbero andate direttamente in mano a chi ne ha bisogno.

No, lo stato italiano, che gode di grande fama per quel che riguarda la gestione degli introiti derivanti dalle tasse, o per la redistribuzione dei fondi, ad esempio per il Mezzogiorno o similia, allunga questa mano materna verso l’immigrato e gli sussurra, nun te preoccupà, ce pensamo noi. E se te manca du spicci te ce li metto io, me li ridai poi con calma, eh. (chiedo venia, ma l’accento romano è l’unico che conosco, lo farei milanese ma non ho la più pallida idea di come suoni) (poliglotta si, ma fino a un certo punto).

 

Se prendiamo, per esempio, il permesso a punti, questo e’ un sistema che dara’ piu’ sicurezza e piu’ integrazione, facendo emergere solo quella immigrazione positiva e onesta che lavora, produce, e si e’ integrata alla perfezione ».

Il permesso a punti! Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima! D’altronde, oramai, prendiamo Lauree, Diplomi e Patenti, coi punti. Mi pare mancasse solo il permesso di soggiorno. Proporrei di applicare questo enalotto anche alle carte di identità: sarebbe carino che ti vengano tolti punti ad ogni reato commesso. Reato, intendiamoci, di quelli che dovresti finire in galera invece di stare a governare un paese e fare leggi che non stanno né in cielo né in terra. Tre punti, sulla carta di identità, in totale. Finiti i punti addio cittadinanza e ti confinano a Guantanamo.

Scippare una borsetta vale Uno. Fate voi il calcolo.

 

“La nostra proposta prevede che nessun immigrato può contrarre matrimonio – ha detto Mazzatorta – senza aver prima ottenuto il permesso di soggiorno ed essere in regola. Dopo, ma soltanto dopo, gli verrà riconosciuto il diritto di contrarre matrimonio”.

Oso una predizione.

Non solo i permessi di soggiorno saranno elargiti raramente e dall’alto dei loro troni ci faranno credere che, dal momento che a loro non risulta, il problema dell’immigrazione si stia risolvendo (un po’ come la questione dei disoccupati, bruciano le liste e hop, il problema sparisce), ma ci troveremo in una situazione insostenibile in cui il lavoro al nero sarà sfruttato esponenzialmente, ci sarà sempre più disoccupazione, il tuo lavoro verrà valutato una miseria perché per la legge di concorrenza assumeranno chi chiede di meno (non chi è più capace) e andremo a scendere fino a che con uno stipendio potrei a malapena pagarti una pagnotta, o due baguettes. Di conseguenza aumenterà l’intolleranza razziale, (perché ci sono ancora degli intrepidi che se la prendono con l’immigrato che gli soffia il lavoro, piuttosto che stare a tirar cazzotti a quello che gli dice che l’immigrazione non è più un problema, o quello che lo assume per due lire per non dover pagare tasse).

O forse no, forse assumeranno i nuovi squadristi e inizieranno a pagarli per seminare il terrore nelle strade, gli squadristi picchiano il marocchino, il marocchino si incazza e picchia il primo stronzo che passa perché fa una vita di merda e l’unica soluzione che gli è rimasta è frugare i portafogli, visto che il suo è stato prosciugato dal belpaese che lo ospita. Gli squadristi diventano politici, e via che il circolo si chiude. Fino a che in Italia resteranno solo quegli immigrati che non risultano da nessuna parte.

Poi,maledette sanguisughe, voglio vedere se li caccerete via.

 

Brividi.

Mercredi 8 octobre 2008

Oggi è Ottobre.

E in effetti fa un freddo cane.

 

passero.jpg
Au revoir.