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Archive pour janvier 2009

Il mattino ha l’oro in bocca?

Jeudi 29 janvier 2009

ovvero: come tentare di impiegare bene quell’oretta prima di riaddormentarsi.

 

E anche oggi ho aperto gli occhiucci ad orari improponibili. Perché mai, vi chiederete voi, miei piccoli lettori. Ve lo spiego subito. Il mio vicino ha probabilmente invitato la filarmonica di Vienna a soggiornare nel suo appartamento fino alla fine dei tempi. E siccome con Vienna si sa, il fuso orario non perdona, decidono di iniziare le prove alle seiemmezza del mattino.

Che culo! La filarmonica di Vienna!, direte voi miei spiritosi e minutissimi lettori. Mi vedo obbigata a smorzare il vostro entusiasmo per il semplice motivo che io alle seiemmezza voglio solo dormire. Dormire, poi dormire e se ci scappa dormire un altro po’.

Il mio vicino, per chi non avesse seguito le puntate precedenti è ritardato. Ma non un ritardato di quelli che dici, sarà stupido, sarà tonto, sarà che ha preso una portata in faccia ed è ancora rincoglionito, e Tu, immigrata disoccupata part time, sei insensibile e lo chiami ritardato mentre invece vedi che se pazienti poi gli passa.

No.

Lui possiede il ritardo mentale fisicamente. Lo tiene in pugno e non lo molla nemmeno cinque minuti. Talvolta prende forma di un cappellino di lana, altre del risvolto della giacca, in questi ultimi giorni ha l’inconfondibile silhouette del telecomando di uno stereo potentissimo. Infatti la filarmonica che lui crede avere adottato da una settimana circa, suona ininterrottamente mattino pomeriggio e sera, ringrazio il cielo che non sia un ritardato tira tardi. Tarattatà.

Indipercui io, da sotto la postazione delle sue casse, penso. Dal momento che oramai sono sveglia, penso, anche perché non avrei comunque ancora la forza per fare altro.  Ad essere onesti prima vengo presa da una rabbia incredibile, la stessa che mi farebbe uscire da casa in pigiama, senza pantofole e con le cipicce negli occhi col solo scopo di afferrare il vicino per i capelli e sbattergli il grugno su una delle casse, o sull’impianto stesso, nell’indecisione su entrambi. Ma non la assecondo perché nonostante il cinismo che ostento generalmente in occasioni simili, sotto sotto ho gli interni in mash mellow e mi rendo conto che potrei turbare l’insano e calmo benessere del mio vicino. Ovviamente questo turbamento potrebbe generare uno scatto di violenza sulla mia esile personcina e questo non lo vuole nessuno. Anche perché a ben guardarlo deve stare sui settanta, settanta chili e mezzo.

Quindi penso: come posso comunicare con lui senza mettere a repentaglio la mia vita? Gli scrivo un postit. Lo attacco sul muro o sulla porta sperando che il giallo dei postit non lo alteri. No, non esagero, a me il giallo dei postit da fastidio. Immagino lui si incazzi. Comunque scriverei con la penna nera, la blu potrebbe rappresentare un sovraccarico di informazioni inutili. Gli scriverei « Carissimo vicino, potresti percaso sfrattare la filarmonica? Pagherei il viaggio a tutti e 653 i suonatori. Giuro. »

Ma saprà leggere?, ho pensato in seguito.

Dilemma.

Alla fine ho optato per il trasloco. Resta solo da trovare casa.

E le brutte notizie sono lungi dall’essere finite. È appena passato l’elettricista. Gli ho aperto, ha controllato i fili del citofono. Qualcuno l’ha chiamato per aggiustare l’apertura automatica. La cosa non mi rende felice nemmeno un po’.

È vero che scendere tre piani ogni volta è una rottura di palle smisurata, soprattutto quando ti decidi ad invitare otto persone per l’annuale partita a Wanted, e le otto persone decidono di arrivare ognuna un po’ quando cazzo le pare, ma il fatto che il vicino non riuscisse ad aprire la porta al primo pincopallo che passa in strada, mi faceva, come dire, sentire un tantino più sicura. E mi permetteva di controllare i suoi spostamenti. Se scendeva ad aprire e, putacaso, il pincopallo fosse stato un aggressore sanguinario, avrei sentito le urla e avrei preso i provvedimenti necessari. Anche se a ben pensarci non avrebbe opposto resistenza. Insomma avrebbe potuto tornare comodo. Invece ora di nuovo dovrò sussultare ogni volta che sento qualcuno per le scale.

Potrei sempre uccidere l’elettricista.

Ha l’aria simpatica ed è giovane. È appena salito dal vicino. Forse avrei dovuto avvertirlo della filarmonica, ma dubito non ci abbia fatto caso da solo. Prima di salire ha detto che sarebbe tornato per vedere un paio di cose. Ma visti i tempi che corrono dubito che lo rivedrò prima di stasera.

Penserò a lui.

 

sottofondo musicale: Lord of Hate – Death Angel. Altri lo chiamano Transfert.

Oracoli.

Dimanche 18 janvier 2009

Ieri ho chiesto all’I-Ching di dirmi qualcosa di catartico circa la mia situazione lavorativa. Ho lanciato le monetine ben sei volte concentrata sul soggetto, è così che si fa di solito, lanci le monetine e in testa ti rigiri la domanda in tutti i sensi per essere sicuro che il tuo oracolo non divaghi.

Ha riposto: « Domani piove. »

E oggi, so che può sembrare ridondante, piove.

Io lo scrivo qui, così che si sappia: l’I-Ching sarà l’ultima delle risposte ai vostri dilemmi esistenziali, ma garantito che per le previsioni meteo è infallibile.

Per il resto, tanto, si sa, la risposta è sempre 42.