Cifosi mentali.

 

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Ho idea di stare regredendo.

Credo di rincretinirmi. Senza un’allarmante velocità, beninteso. Mi rincretinisco lentamente e lo mostro quando tento di spiegare il mio personale modo di concepire i massimi sistemi. E’ successo ieri. Spiego spiego spiego e non mi capisco. Pare che gli altri capiscano meglio di me quello che voglio dire. Ma è preoccupante scoprire di essere gli unici a non aver colto il nocciolo del discorso che si sta facendo.

Questa è una cosa.

L’altra è che sono giunta alla conclusione che se vivessi sola sarei gobba, diabetica e in cucina si terrebbero convegni di entomologia per tentare di stabilire quali sono le razze dei nuovi bacarozzi nate dalla bislacca associazione di cibi che si crea se non si lavano i piatti da una decina di settimane.

Ho altri allarmi.

Mi stanco velocemente di più o meno tutto. A parte di ingobbire su disegni (ma non tipo questo qua sopra, eh, disegni più fichi, tanto più fichi quanto inutili, per rendere l’idea) che impiego ore a concretizzare  invece, per esempio, di ingobbire lavorando in modo omogeneo durante la settimana evitando così di lasciarmi monti di cose da fare il giorno prima, o se proprio m’è andata di lusso, due giorni prima.

L’avanzata della mia senilità si denota anche nell’approccio che ho coi figli dei vicini.

Ovviamente non ho ancora iniziato a rendermi insopportabile in modo palese, ma la specie di idrofobia che mi coglie quando i marmocchi saltano la staccionata per venire a recuperare il pallone in mezzo alle mie rose, che poi vorrei sradicare perché sono orribilmente alte, mi porta a pensare che potrei, un giorno, essere un pericolo per la salute mentale altrui, oltre che per la mia.

Insomma, a conti fatti non posso che peggiorare.

Poi.

Sono alla ventesima rilettura di Guida Galattica per Autostoppisti, alla terza di Elianto, ho abbandonato un numero imprecisato di libri meravigliosi solo per la repentina voglia di leggere qualcosa che non mi affaticasse le sinapsi e ho la convinzione che il signor Cipriano Algor (La caverna – Saramago) viva nel condominio sito in Rue Simon-Crubellier a Parigi (La vita istruzioni per l’uso – George Perec) e non si sa per quale motivo stia passando le pene dell’inferno perché decaduto dal suo antico splendore (Paradiso Perduto – John Milton – mi si perdoni l’orribile gioco di parole), e sia in seguito partito in viaggio in portogallo (Omonimo – Saramago) vittima di un’improvviso ritorno in sella del libero arbitrio (Cronosisma – Kurt Vonnegut). Ne deduco che la mia fase regressiva è alimentata da una sorta di condotta autodistruttiva che trova terreno fertile nella mia immancabile assenza di forza di volontà, e da una confusione mentale innata.

Potrei continuare per sempre, ma credo di aver fatto il punto della situazione.

Ho da aggiungere che quello che sta passando Classic 21 ora è una roba insopportabile e mi sta facendo sclerare talmente pare un disco rotto. Toh eccone un’altra.

La soul mi risulta insopportabile.

Devo controllare  se posso inserire questa nuova niu entri nel curriculum vitae di un’anziana trentenne.

Prima però, magari, lavo un paio di tazze.

 

 

 

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