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Archive de la catégorie ‘Il Minuto di Frustrazione.’

Tiroide stanca?

Samedi 23 juillet 2011

Ora, grazie al genio dell’addetto alla comunicazione Abbott, c’è El Tiròn:

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E la vita ti sorride.

(Ognuno ha i suoi metodi, per ricordarsi di santificare le pilloline.)

 

Cifosi mentali.

Samedi 24 avril 2010

 

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Ho idea di stare regredendo.

Credo di rincretinirmi. Senza un’allarmante velocità, beninteso. Mi rincretinisco lentamente e lo mostro quando tento di spiegare il mio personale modo di concepire i massimi sistemi. E’ successo ieri. Spiego spiego spiego e non mi capisco. Pare che gli altri capiscano meglio di me quello che voglio dire. Ma è preoccupante scoprire di essere gli unici a non aver colto il nocciolo del discorso che si sta facendo.

Questa è una cosa.

L’altra è che sono giunta alla conclusione che se vivessi sola sarei gobba, diabetica e in cucina si terrebbero convegni di entomologia per tentare di stabilire quali sono le razze dei nuovi bacarozzi nate dalla bislacca associazione di cibi che si crea se non si lavano i piatti da una decina di settimane.

Ho altri allarmi.

Mi stanco velocemente di più o meno tutto. A parte di ingobbire su disegni (ma non tipo questo qua sopra, eh, disegni più fichi, tanto più fichi quanto inutili, per rendere l’idea) che impiego ore a concretizzare  invece, per esempio, di ingobbire lavorando in modo omogeneo durante la settimana evitando così di lasciarmi monti di cose da fare il giorno prima, o se proprio m’è andata di lusso, due giorni prima.

L’avanzata della mia senilità si denota anche nell’approccio che ho coi figli dei vicini.

Ovviamente non ho ancora iniziato a rendermi insopportabile in modo palese, ma la specie di idrofobia che mi coglie quando i marmocchi saltano la staccionata per venire a recuperare il pallone in mezzo alle mie rose, che poi vorrei sradicare perché sono orribilmente alte, mi porta a pensare che potrei, un giorno, essere un pericolo per la salute mentale altrui, oltre che per la mia.

Insomma, a conti fatti non posso che peggiorare.

Poi.

Sono alla ventesima rilettura di Guida Galattica per Autostoppisti, alla terza di Elianto, ho abbandonato un numero imprecisato di libri meravigliosi solo per la repentina voglia di leggere qualcosa che non mi affaticasse le sinapsi e ho la convinzione che il signor Cipriano Algor (La caverna – Saramago) viva nel condominio sito in Rue Simon-Crubellier a Parigi (La vita istruzioni per l’uso – George Perec) e non si sa per quale motivo stia passando le pene dell’inferno perché decaduto dal suo antico splendore (Paradiso Perduto – John Milton – mi si perdoni l’orribile gioco di parole), e sia in seguito partito in viaggio in portogallo (Omonimo – Saramago) vittima di un’improvviso ritorno in sella del libero arbitrio (Cronosisma – Kurt Vonnegut). Ne deduco che la mia fase regressiva è alimentata da una sorta di condotta autodistruttiva che trova terreno fertile nella mia immancabile assenza di forza di volontà, e da una confusione mentale innata.

Potrei continuare per sempre, ma credo di aver fatto il punto della situazione.

Ho da aggiungere che quello che sta passando Classic 21 ora è una roba insopportabile e mi sta facendo sclerare talmente pare un disco rotto. Toh eccone un’altra.

La soul mi risulta insopportabile.

Devo controllare  se posso inserire questa nuova niu entri nel curriculum vitae di un’anziana trentenne.

Prima però, magari, lavo un paio di tazze.

 

 

 

The familiar sound of no one caring.

Mardi 9 juin 2009

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Prendo decisioni come fossero caramelle, di questi tempi.

Oggi mi tiro fuori, visti i risultati delle elezioni, da quelle pratiche da stadio che prevedono un tifo smisurato per una bandiera, o un partito che sia, e lo sorreggono devastando di insulti la parte avversa.

Inizierò, piuttosto, a ridermela bellamente, guardando chi lo fa. E ricomincerò a pensare ai cazzi miei. Ogni tanto leggerò i giornali italiani, e ricorderò con estremo sarcasmo questo periodo nero nella storia politica italiana, come il punto di rottura tra me e la ‘mia’ gente .

Ho la possibilità, lo faccio.  Per lottare, o anche solo sperare, nella salvezza di un popolo, bisogna avere un paio di punti da cui partire, il primo, in questo caso, è che il popolo abbia qualcosa da cui essere salvato, che sia capitato in una situazione tragica suo malgrado, l’altra è perché si è convinti che resti qualcosa di buono da cavarne fuori.

Oggi ho deciso che questi due condizioni sono assenti.

Quindi parlerò, di nuovo, del mio vicino. Quello ritardato. Che però di questi tempi, a parte pulire le scale con una foga mai vista, non fa un granché di particolare.

Oppure delle mie piante, di Rambo, il bambù agonizzante, e Petronilla, la piantina grassa a dieta. Ho smesso di dare nomi a basilico e prezzemolo, perché i nostri sono rapporti occasionali e estremamente fugaci.

Potrei parlare di Viola. Ma la vedo così poco che mi pare brutto fare un resoconto delle nostre telefonate. Riporto un esempio:

- Vaiolet, tesoro, che hai fatto oggi?

- Uhaaaaa

- Hai mangiato

- *ruttino*

- Ha mangiato. Mi ripassi la mamma?

E via discorrendo.

Diciamo che a partire da oggi, riprendo ad osservare la mia vita, e la ripiazzo dove deve stare, al centro di ogni cosa.

Che gli altri se la sbrighino.

Cecità?

Mercredi 8 avril 2009

ovvero: l’ennesimo epitaffio. Avrei voluto farlo più corto, ma 250 persone sono una lunga lapide da coprire.

 

A un certo punto uno si stanca di voler capire per forza. Ed è a quel punto lì che si condanna, senza se e senza ma.

Mi sembra assistere allo sviluppo della trama di in un libro di Saramago.

Da un paio di giorni si grida all’incompetenza di tale signor Bertolaso orecchie-da-mercante, e della genialità di tale signor Giuliani-Cassandra che ha pre annunciato la tragedia e non è stato ascoltato, anzi, se n’è tornato a casa con un avviso di garanzia da portare firmato dai genitori e che non si ripeta più. Personalmente non so se Giuliani abbia avuto un’enorme botta di culo, se di culi si possa parlare, o se le sue tecniche gli permetterebbero davvero di prevedere terremoti in giro per il mondo.  Mi interessa fino ad un certo punto. So che a conti fatti alla gente serviva qualcuno con cui prendersela e l’hanno trovato, i media servono piatti caldi di biasimo al primo e larghi spazi lacrimosi al secondo che non esita a rifilarci il suo ve l’avevo detto, che personalmente in casi simili, sarebbe l’ultima cosa che mi conforterebbe sentire. Io di sto Giuliani che l’aveva detto non ne vorrei più sentire parlare.

Ma alla gente serve. Perché la gente ha bisogno di un responsabile. E probabilmente stavolta ha beccato quello giusto, non voglio entrare in merito, anche se la velocità usata per puntare il dito mi lascia scettica e mi impedisce di prendere una posizione o bianco o nero. Di colpo è bastato un annuncio per trasformare l’intera popolazione in un branco di competenti geologi. In ogni caso gli scienziati, quelli veri, si stanno già scannando per decidere chi aveva ragione, non mi aggiungerò alla folla con le pietre in mano. Non ne capisco di geologia, geografia, geopolitica, geofilia: per me è già tanto se so dov’è il Burkina Faso.

Per questo sposto la mia attenzione su chi sapeva, e sa, che quella zona è ad alto rischio sismico, e sul fatto che, nonostante tutto, le case sono tirate su alla bell’e meglio e tenute insieme con lo sputo. Mi si potrebbe obiettare che il centro storico, tra le altre cose, si chiama storico perché data di qualche centinaio di anni, e all’epoca si aveva solo lo sputo per tenere insieme gli edifici. Quel che mi chiedo io è quanto prodotto salivare sia avanzato, e che titolo se ne sia accertata l’efficacia, per giungere fino ai giorni nostri putrido e infetto, al fine di tirar su pure le case dello studente, per fare un esempio.

E come sia possibile voler costruire un ponte, o una linea ferroviaria che nessuno vuole, mentre uno starnuto tira giù paesi interi. Era già successo, poco lontano, non mi si venga a raccontare che non lo si poteva sapere e che si sia naturalmente ritenuto necessario passare ad altro.

Ma la condanna di cui parlavo prima, in tutto questo, va a coloro che si sono organizzati per approfittare della situazione. Non m’ero resa conto della portata finché non ho fatto la lista.

Mi si faceva notare come impressionante fosse la forza di solidarietà che spinge milioni di italiani a voler fare qualcosa, che sia partire a infoltire le schiere della guardia civile, o donare ettolitri di sangue a oltranza, oppure organizzare raccolte di vestiti e materiale di prima necessità da inviare nelle zone terremotate, e altro che non so, ma che è sicuramente degno di risultare iscritto nei termini qualificanti la parola solidarietà. Me lo si faceva notare, perché spesso mi capita di attribuire questa qualità alla mia gente, a dire che Sì saremo anche degli idioti, ma quando c’è da rimboccarsi le mani ed aiutarci fra noi, vedi come ne siamo capaci. Infatti ho e mi danno ragione.Ma.

Leggo, su feisbuc, sui giornali, sulla rete, che Gente è andata a saccheggiare le case distrutte. Tristemente prevedibile. Crollano le mura di una casa, il contenuto viene scambiato per bene pubblico. Come spaccare un porcellino. Speri siano casi isolati e mazzuolabili con facilità, poi invece dicono che non basta, che si organizzano,  ne passano altri travestiti da agenti a lanciare allerte mendaci per liberare il campo ai saccheggiatori.  Nei villaggi, nei supermercati, negli ospedali. Saltano fuori numeri di telefono truffa,  indirizzi, conti bancari per donare sangue, soldi, vestiti. Appaiono finti sfollati che si presentano ad occupare stanze d’albergo a sbafo.

Appare di tutto.

Appare l’annunciatrice del TG1 che per un minuto intero di telegiornale e rotti si limita ad enunciare correttamente tutti i dati di ascolto dei servizi riguardanti il terremoto. O si scusa di non aver potuto offrire immagini in diretta del distastro. Lo share, brutta bestia.

E sono sicura che anche all’estero, questa disgrazia sia vista da qualcuno come l’occasione di tirarci su un bel pò di soldi.

E questo mi basta per pormi una semplice domanda. Quando si parlerà di ricostruzione, quando verranno stanziati i fondi, quando ci sarà la gara degli appalti, chi vincerà? Chi ci guadagnerà? Perché in tutta onestà non credo che lo sciacallaggio sia riservato a quei disgraziati che frugano fra le rovine.

Credo che questi siano solo ispirati, e siano un lato dello specchio che rinvia l’immagine di qualcos’altro, o qualcun altro.

E lo so che il momento non è opportuno, e che non è il problema principale, ma una volta che il caro amico Obama avrà ricostruito le nostre chiese, i nostri luoghi pubblici, a chi dovremo rendere conto? A chi dovremo pagare gli interessi di tanta generosità?

Di Cassandre, per questo, ne abbiamo avute a milioni. Alcune continuano a sbracciare e gridare dalle pagine dei libri che in pochi si danno la pena di consultare. Siamo prevedibili e disarmati.

Quel che ci serve è soprattutto una buona memoria.

Ma quella non si compra, non si dona, non si raccoglie.

 

 

sottofondo musicale: la ventola del computer. Perché il silenzio, in questi casi, è l’unica cosa che mi resta da aggiungere.

Sanguisughe

Dimanche 12 octobre 2008

ovvero: pensa se tutto questo fosse successo a te. O a me.

Leggevo La Repubblica. E sono incappata su questo articoletto: La Tassa sugli Immigrati.

La cosa che mi stupisce è il sottotitolo dell’articolo (che in realtà sta sopra, ma glissiamo) : Bodega, norme vicine alla gente.

Ora, io non so a che tipo di gggente sta vicino lui. Bodega, intendo, ma suppongo che siano tutte persone rispettabilissime, di quelle che fanno la doccia col Rolex o uno dei tanti orologi da collezione tanto in voga in quegli ambienti, che se si rovina non è gran cosa, altri regali ne girano sempre.

Quella che invece sta vicino a me, di gente, 200 Euro per pagarsi un permesso di soggiorno che va rinnovato periodicamente, e sottolineo periodicamente, non ce le ha. Per forza di cose mi trovo ad immedesimarmi nel povero immigrato che sbarca in un posto qualsiasi del mondo, per tentare di trasformare il concetto di sopravvivenza in uno che non faccia subito pensare per associazione di idee a jungle equatoriali o deserti qualsivoglia.

 

Mi pongo qualche domanda. Dicono che questo « obolo » vada a finanziare (cito da Repubblica) un « fondo per la prevenzione dei flussi migratori » che mira, leggo in giro per la rete, a favorire una cooperazione internazionale, al fine di contrastare l’immigrazione illegale e promuovere i paesi maggiormente interessati dalla migrazione. Ma che cazzo vuol dire?

Quanto alla nuova tassa sui permessi, il senatore del Carroccio sostiene che servirà ad « aiutare i Paesi poveri a casa loro, grazie ai 200 euro che ogni immigrato dovrà pagare al Fondo per la prevenzione dei flussi migratori. Questa – aggiunge – è solidarietà e vicinanza verso i popoli: aiutarli in casa loro, senza illusioni di El Dorado, che non esistono più. A maggior ragione da noi ».

Tento di tradurre tutto questo e mi risulta un ragionamento contortissimo: l’immigrato sbarca in Italia (un’Italia, non scordiamolo, che cola a picco, e i cui topi – permettetemi la similitudine – si sono già prodigati in fughe memorabili), possibilmente e se gli va bene si trova un lavoro che lo renderà più ricco di 3OO, 400 euro al mese in media, dividerà l’appartamento con altre 12 persone, una a metro quadro (appartamento, voglio supporre, il cui proprietario non si è mai dato la pena di pagare una tassa sull’affitto spropositato che percepisce), e annualmente verserà 200 Euro al nostro fantastico stato, la metà delle quali verrano rinviate al proprio paese di origine (??) per evitare che altri poveracci come lui mettano piede qua dentro. O allora per aumentare il numero di Guardie Costiere (??) e fornire loro delle simpaticissime fionde di precisione per bucare i canotti della speranza.

Di solito l’immigrato, quando lascia, nel suo Paese, una serie di difficoltà economiche, si prodiga ad inviare soldi alla propria famiglia, ai figli e mogli rimaste indietro, al nonno malato, a chi cazzo gli pare. E lo fa quando ce li ha, sti soldi. Capita che non ne abbia. E questo capita soprattutto perché l’onestissimo datore di lavoro non lo assume in via regolare, gli costerebbe troppo siamo d’accordo, e poi tutta quella bufala sulle assicurazioni, la mutua, chissenefrega, no?

Mi chiedo che vantaggio ci sia a legalizzare una situazione che fa tanto comodo ad ogni imprenditore – che abbia scelto di essere l’imprenditore di sé stesso come il nostro presidente comanda? Mica si dovrà davvero inizare a retribuire onestamente i lavoratori, dai, che scherzo sarebbe? In Italia, poi?

Invece lo stato Italiano, che è lungimirante e sta vicino alla gggente, obbliga il lavoratore a sborsare e in un modo o nell’altro contribuire al benessere del paese che lascia. Impressionante, perché non capita mai che lo lasci perché la corruzione sia arrivata a limiti intollerabili, che magari qualche dittatura lo costringa a combattere guerre che non condivide, o altre cose che mi sfuggono. E non importa nemmeno se quelle 200 Euro sarebbero servite per pagare un affitto, o sarebbero andate direttamente in mano a chi ne ha bisogno.

No, lo stato italiano, che gode di grande fama per quel che riguarda la gestione degli introiti derivanti dalle tasse, o per la redistribuzione dei fondi, ad esempio per il Mezzogiorno o similia, allunga questa mano materna verso l’immigrato e gli sussurra, nun te preoccupà, ce pensamo noi. E se te manca du spicci te ce li metto io, me li ridai poi con calma, eh. (chiedo venia, ma l’accento romano è l’unico che conosco, lo farei milanese ma non ho la più pallida idea di come suoni) (poliglotta si, ma fino a un certo punto).

 

Se prendiamo, per esempio, il permesso a punti, questo e’ un sistema che dara’ piu’ sicurezza e piu’ integrazione, facendo emergere solo quella immigrazione positiva e onesta che lavora, produce, e si e’ integrata alla perfezione ».

Il permesso a punti! Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima! D’altronde, oramai, prendiamo Lauree, Diplomi e Patenti, coi punti. Mi pare mancasse solo il permesso di soggiorno. Proporrei di applicare questo enalotto anche alle carte di identità: sarebbe carino che ti vengano tolti punti ad ogni reato commesso. Reato, intendiamoci, di quelli che dovresti finire in galera invece di stare a governare un paese e fare leggi che non stanno né in cielo né in terra. Tre punti, sulla carta di identità, in totale. Finiti i punti addio cittadinanza e ti confinano a Guantanamo.

Scippare una borsetta vale Uno. Fate voi il calcolo.

 

“La nostra proposta prevede che nessun immigrato può contrarre matrimonio – ha detto Mazzatorta – senza aver prima ottenuto il permesso di soggiorno ed essere in regola. Dopo, ma soltanto dopo, gli verrà riconosciuto il diritto di contrarre matrimonio”.

Oso una predizione.

Non solo i permessi di soggiorno saranno elargiti raramente e dall’alto dei loro troni ci faranno credere che, dal momento che a loro non risulta, il problema dell’immigrazione si stia risolvendo (un po’ come la questione dei disoccupati, bruciano le liste e hop, il problema sparisce), ma ci troveremo in una situazione insostenibile in cui il lavoro al nero sarà sfruttato esponenzialmente, ci sarà sempre più disoccupazione, il tuo lavoro verrà valutato una miseria perché per la legge di concorrenza assumeranno chi chiede di meno (non chi è più capace) e andremo a scendere fino a che con uno stipendio potrei a malapena pagarti una pagnotta, o due baguettes. Di conseguenza aumenterà l’intolleranza razziale, (perché ci sono ancora degli intrepidi che se la prendono con l’immigrato che gli soffia il lavoro, piuttosto che stare a tirar cazzotti a quello che gli dice che l’immigrazione non è più un problema, o quello che lo assume per due lire per non dover pagare tasse).

O forse no, forse assumeranno i nuovi squadristi e inizieranno a pagarli per seminare il terrore nelle strade, gli squadristi picchiano il marocchino, il marocchino si incazza e picchia il primo stronzo che passa perché fa una vita di merda e l’unica soluzione che gli è rimasta è frugare i portafogli, visto che il suo è stato prosciugato dal belpaese che lo ospita. Gli squadristi diventano politici, e via che il circolo si chiude. Fino a che in Italia resteranno solo quegli immigrati che non risultano da nessuna parte.

Poi,maledette sanguisughe, voglio vedere se li caccerete via.

 

Brividi.

Mercredi 8 octobre 2008

Oggi è Ottobre.

E in effetti fa un freddo cane.

 

passero.jpg
Au revoir.

 

 

 

Europei di tutto il mondo.

Mardi 30 septembre 2008

Ovvero: Questo è il più noioso degli scritti che pubblico. Ed è pieno di parolacce.

Ebbene si, invece di stare a incazzarmi da sola nel mio angolino ho deciso di rompere le palle a questo Reame del Belgio, al Re, ai ministri, e alla gente che di diritto internazionale ci capisce qualcosa. Allora mi sono informata.

La legge Europea dice che i cittadini Europei, che viaggiano o lavorano nei paesi membri dell’Unione, debbano godere degli stessi diritti dei cittadini del paese che li ospita.

Ieri la sottoscritta ha ricevuto l’ordine di lasciare il Belgio.

E’ un foglio pro forma, dicono, Non devi mica lasciare il territorio per forza, Sei una cittadina dell’Unione.

E meno male, altrimenti mi avrebbero pure dato un calcio in culo.

Fattosta che ho ricevuto e firmato questo (ovviamente riempito con i miei dati):

 

Ordine di lasciare il Belgio (in francese)

 

Faccio notare come l’Annexe 20 sia espressamente riservato ai cittadini dell’Unione Europea e come riprenda una legge emessa nel 1981, quando l’Unione Europea era una favoletta nata da poco. Quindi mi hanno tolto ogni diritto. A parte quello di andare in giro per 3 mesi a scattare foto al manneken piss, alle palle del toro tinte di giallo (una lunga storia), o unirmi in incognito col gruppo di giapponesi la domenica.

Dicono: Tu firma qui, ma mica te ne devi andare, Resta! Resta cummé, pero’ mi hanno tolto il numero nazionale, senza il quale, faccio di nuovo notare, io non esisto nemmeno, in questa merda di posto. Ah, tra l’altro. Oggi piove.

Poi mi sono chiesta, Ma possibile che nessuno abbia denunciato una simile atrocità alla Corte Europea?

Si. L’hanno fatto gli inglesi. Nel 2006. Per chi si diverte a martellarsi le dita dei piedi, la causa è la C-408/03. Infatti ora, invece di buttarti fuori a spintoni, mentre firmi il foglio, ti dicono: Ma non è sul serio, è solo per chiudere una procedura. Tu, che di legislazione Europea non ne sai un cazzo, perché è l’ultima cosa che ti insegnano ovunque, dai una scorsa al foglio e ci rimugini su, pero’ ti fai anche un ragionamento inattaccabile, Vabbene, è fittizio, ma metti che allo stato gira il culo? Io sto foglio l’ho firmato, potrebbero imbucarmi a casa quando gli torna più comodo e portarmi fuori a randellate. Perché, per chi non avesse letto o non potesse leggere, sul retro del foglio c’è scritto che se non te ne vai tu entro i limiti di tempo imposti, vengono loro, ti acciuffano, ti ammanettano, ti portano alla frontiera (valla a trovare, ormai, la frontiera) e ti ingabbiano fino a che non li supplichi di metterti su un aereo o treno che si voglia, non importa come, pure nudo con un post it attaccato sulla schiena che riporta scritta Sono un coglione.

Cosi vivi nel terrore, fino a che non decidi a schiarirti le idee cercando di decifrare leggi e decreti e fogliacci di ogni sorta. Due anni di Scienze politiche mi hanno aiutato a capire  almeno come si cercano le cose. Alla fine sono stati soldi spesi bene. Purtroppo non tutti hanno 2 anni falliti di Scienze Politiche alle spalle. E c’è gente che magari rinuncia e non si incazza.

Ora io mi chiedo: il Belgio è stato sanzionato dalla UE. C’è scritto nel bollettino ufficiale. I fogli che mi hanno dato non valgono un’accipicchia, anche quello c’è scritto. E c’è anche sottolineato che la politica Belga sull’immigrazione è qualcosa che non sta né in cielo né in terra. Pero’ senza numero nazionale io non esisto. E anche se, mossa a pietà, la tizia dell’amministrazione ha re-introdotto una domanda di soggiorno per riottenere i miei diritti, prima di 5 mesi non avro’ manco la possibilità di lavorare per conto mio, (come ho fatto fino ad oggi) perché senza numero nazionale non posso fatturare.

Mi resta da trovare come far valere tutti questi diritti Europei che ho, perché immagino di averne.

Se qualcuno (o anche l’amico dell’amico di qualcuno) ha anche una vaghissima idea, vi prego, segnalatemelo.

 

 

 

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